Come abbiamo avuto modo di accennare in precedenza, analizzando le eccezionali proprietà termiche e la selettività del film di copertura SunCooler®, la gestione ottimale del microclima in ambiente protetto non è rappresentata soltanto dal controllo della temperatura, ma anche dal controllo della luce, nei suoi aspetti puramente “geometrici” e fisici.

Se, infatti, il SunCooler® agisce come uno scudo termico nanotecnologico specializzato nell'assorbire e dissipare la radiazione infrarossa (NIR, MIR e FIR) per evitare l'effetto "forno" in serra, il concetto di luce diffusa polidispersiva rappresenta il suo perfetto completamento agronomico sul piano luminoso, integrandosi all'interno della medesima piattaforma tecnica sviluppata ad-hoc sugli 8 strati EVO AC®. Gli additivi nanotecnologici integrati nello strato spray assorbono e dissipano attivamente la radiazione infrarossa vicina (NIR) e media (MIR) prima che questa possa penetrare il volume della serra. Durante la notte, l'elevata termicità del film blocca la fuga dell'infrarosso lontano (FIR), trattenendo il calore radiante emesso dal suolo ed eliminando le inversioni termiche dannose.
Per comprendere l'integrazione di questo sistema, è necessario fare un passo indietro rispetto ai comuni teli a luce diffusa presenti sul mercato. I film tradizionali utilizzano minerali con particelle di dimensioni uniformi (monodisperse), che deviano la luce in modo grossolano o, nei casi peggiori, riducono drasticamente la trasparenza complessiva, andando ad inficiare sul processo fotosintetico a carico delle piante.
La tecnologia della Polidispersiva applicata al telo inserisce invece, nella matrice polimerica di EVO AC®, una miscela di additivi d'avanguardia con diametri geometrici differenziati su scale dimensionali multiple. L’effetto raggiunto con una tale integrazione morfogeometrica, consente:
- la scomposizione del raggio. Quando i raggi solari diretti, tipici della stagione tardo-primaverile ed estiva, impattano sul telo, essi sono frantumati e "dispersi" in modo multidirezionale nello spazio;
- l’uso di meno energia per singolo raggio. Il raggio unico si scompone in più fasci secondari, caratterizzati da una minore energia concentrata e una minore luminosità puntiforme;
- un’aumentata efficienza luminosa intatta. Questo processo avviene senza penalizzare la quantità di luce utile: la trasmissione globale della PAR rimane infatti a livelli altissimi (90%), abbinata a una quota di luce diffusa pari al 75%.
Pertanto, l'azione combinata del raffrescamento SunCooler® e della diffusione Polidispersiva stravolge positivamente il comportamento biologico delle colture in atto in serra, come è tipico per il pomodoro, risolvendo i limiti strutturali storici dell'orticoltura protetta, agendo su parametri come il LAI, la probabilità di scottature e shock termici e in più marcato effetto antigoccia.
Nel primo caso, con un telo tradizionale a luce diretta, solo la parte apicale della pianta lavora in saturazione di luce, mentre i palchi fogliari intermedi e basali rimangono in ombra, diventando spesso un costo energetico per la pianta. La luce polidispersiva, muovendosi in maniera multidirezionale, riesce a "girare" intorno alla vegetazione e a penetrare lateralmente. Illuminando uniformemente più superficie vegetale, aumenta la superficie fotosinteticamente attiva della pianta, ottimizzando l’efficienza dell’indice LAI (Leaf Index Area) e traducendosi in una produzione di zuccheri nettamente superiore.
Nel secondo caso, per ciò che concerne shock termici e scottature, è chiaro come nelle ore di massima insolazione, a causa del repentino cambiamento microclimatico che sovente si verifica in serra, è possibile la comparsa di shock termici e luminosi, in grado di danneggiare i tessuti delle piante: l’impiego di una polidispersione evita le bruciature localizzate e le scottature (sunburn), specialmente sui frutti esposti, mantenendo una temperatura interna ai tessuti e in serra decisamente più omogenea e stabile.

Circa l’effetto antigoccia, che lavora in sinergia con la tecnologia Polidispersiva, questo è garantito dall'ottavo strato spruzzato della tecnologia EVO AC®. Evitando la formazione di gocce sospese (che farebbero da "lente ingrandente" amplificando i raggi solari diretti), la luce polidispersiva fluisce pertanto senza ostacoli. Le foglie rimangono asciutte, sane e attive, riducendo al minimo la pressione di malattie fungine e garantendo una continuità produttiva impeccabile.
In definitiva, se il modello SUNCOOLER® rappresenta l'arma definitiva per chi effettua trapianti precoci (da inizio luglio a metà agosto) grazie alla sua capacità di abbassare drasticamente le temperature di picco e proteggere la fertilità del polline e la sintesi del licopene, la tecnologia Polidispersiva è il meccanismo ottico che permette alle piante di crescere più forti, robuste e produttive. L'integrazione di queste tecnologie firmate Plastika Kritis permettono di posticipare o annullare definitivamente la pratica della calcinatura e dell’ombreggiamento artificiale, garantendo stagioni più lunghe, un forte risparmio idrico ed energetico, e un prodotto finale dal valore commerciale nettamente superiore.
Devi risolvere un problema in agricoltura? Siamo al tuo fianco!
Fonti:
Girish, Prajapati & Ramani, Maulik & Cholera, Sanjay & Jadav, B & Chauhan, P.. (2025). PHOTOSYNTHETICALLY ACTIVE RADIATION DYNAMICS IN PROTECTED CULTIVATION: A COMPARATIVE STUDY ON TOMATO CROP. Plant Archives. 25. 10.51470/PLANTARCHIVES.2025.SP.ICTPAIRS-070.
Hemming, S., Dueck, T., Janse, J., & Marissen, N. (2008). Diffuse greenhouse covering materials - Light transmission, scattering and horticultural effects. Acta Horticulturae, (797), 169-176.
Heuvelink, Ep et al. “Tomato in the spotlight: light regulation of whole-plant physiology.” Journal of experimental botany vol. 76,21 (2025): 6289-6310. doi:10.1093/jxb/eraf315
Kim, C. & Kubota, C. (2025). Contribution of Far-red Photons to Light Compensation Point of Leaf Photosynthesis in Tomato. HortTechnology, 35(2), 186–190. https://doi.org/10.21273/HORTTECH05581-24
Li, T., Heuvelink, E., Dueck, T. A., Janse, J., Gort, G., & Marcelis, L. F. (2014). Enhancement of crop photosynthesis by diffuse light: quantifying the contributing factors. Annals of Botany, 114(1), 145-156.
Nieto-Garzon, J. A., et al. (2020). Optical and mechanical characterization of multilayer plastic films used in Mediterranean greenhouses. Polymers, 12(11), 2645.
Taiz L., Zeiger E., Fisiologia vegetale (Ed. 2012), Piccin



