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Protocolli di radicazione e veg comfort in post trapianto: come ottimizzare le performance di accrescimento in

04-03-2026 11:38

Raggio Verde

Attività Agronomica ed Esperienze di Campo, Ricerca e Fitoiatria, Cultura Agraria,

Protocolli di radicazione e veg comfort in post trapianto: come ottimizzare le performance di accrescimento in anguria e mini-anguria

Nella produzione agricola odierna, le coltivazioni di successo non si misurano esclusivamente dalla rigogliosità e nella vegetatività delle piante...

Nella produzione agricola odierna, le coltivazioni di successo non si misurano esclusivamente dalla rigogliosità e nella vegetatività delle piante coltivate, ma affondano le radici – letteralmente – nella capacità di realizzare un equilibrio armonico nell'organografia della pianta, promuovendo un assetto vegeto-generativo bilanciato (quindi verso colture vegeto-generative), la vitalità e la resilienza del suolo che le ospita.

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Un apparato radicale robusto ed esteso è il presupposto imprescindibile, infatti, per una risposta vegeto-generativa ottimale, ma il raggiungimento di questo standard richiede una meticolosa preparazione che inizia ben prima della messa a dimora. Il concetto di "Veg Comfort", si concretizza attraverso l’uso di specialità strutturanti e rigenerative capaci di predisporre il terreno a ospitare le plantule nelle fasi più delicate del loro ciclo vitale: il pre e il post-trapianto.

 

In questa fase di transizione, specialmente quando si opera con cicli produttivi che affrontano i rigori invernali o le fluttuazioni termiche primaverili, il passaggio dal vivaio al pieno campo o alla serra rappresenta un momento critico. 

 

Sebbene l’adozione di accorgimenti agronomici protettivi, come l’uso di tessuto-non-tessuto, teli pacciamanti o schermi sottotetto, sia essenziale per stabilizzare la temperatura e l'umidità relativa dell'aria, queste misure da sole non bastano. La capacità di una pianta di reagire agli stress ambientali dipende, pertanto, dalla reattività del substrato e dalla sua attività microbiologica. 

Il suolo non è un semplice supporto inerte, ma un laboratorio biochimico in cui il Microbioma gioca il ruolo di protagonista. La mancanza di biodiversità e la scarsità di composti organici sono i principali fattori limitanti della fertilità. È proprio il Microbioma, infatti, a orchestrare la trasformazione della Sostanza Organica (SO) nelle preziose Sostanze Umiche (SU), ovvero acidi fulvici, acidi umici e umina. In terreni esausti o poveri di matrice organica, questo processo di conversione subisce un rallentamento o si arresta del tutto, rendendo le piante vulnerabili nei confronti di ogni variazione del regime pedoclimatico.

 

Le Sostanze Umiche non sono solo componenti strutturali, esse influenzano la fisica del terreno migliorandone la porosità e il potere tampone, ma agiscono anche a livello citologico. Numerose evidenze scientifiche dimostrano come le SU favoriscano l’emissione dei peli radicali e l’ispessimento delle pareti cellulari nel cilindro centrale, potenziando la capacità di scambio cationico (CSC) attraverso la formazione di complessi con micronutrienti essenziali come lo Zinco (Zn) e il Ferro (Fe). Oltre alla funzione nutrizionale, le sostanze umiche esercitano un’azione quasi ormonale, influenzando direttamente il metabolismo degli zuccheri e stimolando la biosintesi dell’Acido Indol-3-Acetico (IAA), l'auxina vegetale responsabile della crescita cellulare. La radice, in quanto zona organografica primaria, garantisce il flusso acropeta di acqua e nutrienti verso i germogli e le foglie. La sua efficienza è massima nella zona pilifera, dove l’assorbimento dei minerali adsorbiti nel complesso colloidale è più intenso.

 

Lo sviluppo di questa complessa "rizosfera" è condizionato dalla presenza di ioni specifici, come il Nitrato (NO3-), l'Ammonio (NH4+) e il Calcio (Ca++), oltre alla fondamentale disponibilità di ossigeno. L’interazione sinergica tra nutrienti minerali, microrganismi simbionti (come le Micorrize) e molecole organiche attive permette di costruire una "ceppaia" equilibrata. L’obiettivo finale della somministrazione di biostimolanti non è solo l’incremento della biomassa radicale, ma il potenziamento funzionale dell’intero sistema pianta-suolo.

 

Per massimizzare questo effetto, specialmente in colture esigenti e sensibili Cucurbitacee come Anguria e Minianguria in trapianto e accrescimento in questo periodo, è fondamentale intervenire con protocolli che prevedano l’apporto di formulati ad alta concentrazione di acidi fulvici e umici (H-850, Cosmocel) abbinati a biostimolanti specifici (Maxroot, Cosmocel). In questo contesto, l'uso altresì di idrolizzati amminoacidici, in particolare amminoacidi levogiri, peptoni e fitormoni naturali (Rootex, @Cosmocel), si rivela una strategia vincente. Queste molecole sono prontamente assimilate a livello cellulare e agiscono come inneschi per la rizogenesi laterale, permettendo alla pianta di superare rapidamente lo stallo post-trapianto anche in condizioni climatiche avverse.

 

Tuttavia, la complessità delle variabili in gioco suggerisce che ogni intervento debba essere valutato nel suo contesto specifico. L’ausilio di specialisti ed esperti per la redazione di protocolli aziendali su misura rimane, dunque, il tassello finale per trasformare la tecnica agronomica in un successo concreto e sostenibile, capace di coniugare efficienza produttiva e rigenerazione delle risorse naturali.

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Fonti: 

Colla G, Rouphael Y, Canaguier R, Svecova E and Cardarelli M (2014) Biostimulant action of a plant-derived protein hydrolysate produced through enzymatic hydrolysis. Front. Plant Sci. 5:448. doi: 10.3389/fpls.2014.00448 

 

Concheri, G., Nardi, S., Reniero, F. et al. The effects of humic substances within the Ah horizon of a Calcic Luvisol on morphological changes related to invertase and peroxidase activities in wheat roots. Plant Soil 179, 65–72 (1996). 

 

Concheri G., Nardi S., Piccolo A., Rascio N., Dell’Agnola G., Effects of humic fractions on morphological changes related to invertase and peroxidase activities in wheat seedlings, in Humic Substances in the Global Environment and Implications on Human Health, a cursa di N. Senesi e T.M. Milano, Elsevier Science Publisher B.V., 1994, pp. 257-262. 


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