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Gestione dello stress termico della rizosfera nelle colture in trapianto estivo

05-08-2026 12:01

Raggio Verde

Attività Agronomica ed Esperienze di Campo, Ricerca e Fitoiatria, Cultura Agraria,

Gestione dello stress termico della rizosfera nelle colture in trapianto estivo

Nella Fascia Trasformata del sud-est siciliano — il comprensorio serricolo intensivo che si estende da Gela a Pachino — la fase dei trapianti...

Nella Fascia Trasformata del sud-est siciliano — il comprensorio serricolo intensivo che si estende da Gela a Pachino — la fase dei trapianti tardo-estivi e d'inizio autunno del pomodoro e delle altre orticole (come la melanzana) rappresenta uno dei momenti più delicati dell'intero ciclo colturale. 

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In questo periodo, le colture protette si trovano ad affrontare condizioni ambientali estreme: temperature interne alle serre ampiamente sopra la norma, forte irraggiamento, venti caldi di scirocco e marcati sbalzi termici tra le punte diurne e i primi abbassamenti serali. 

 

Lo stress colturale, cagionato in questa fase, è definito come l'influenza svantaggiosa esercitata da uno o più fattori esterni che limitano le capacità vegetative e riproduttive della pianta. Si tratta di una condizione "soggettiva", strettamente legata alla genetica della varietà coltivata e alla sua capacità di acclimatamento. Nel pomodoro (Solanum lycopersicum L.), ad esempio, specie neutrodiurna con una temperatura ottimale di sviluppo vegetativo compresa tra 26 °C e 30 °C, i picchi termici estivi generano anomalie fisiologiche severe a più livelli. Sotto l'azione del caldo e della radiazione solare, la pianta altera la propria sintesi ormonale, causando  la prevalenza degli ormoni della senescenza, come Acido Abscissico (ABA) ed Etilene, a scapito degli ormoni della crescita (Auxine, Gibberelline e Citochinine); filatura delle plantule, a causa dell'effetto combinato di elevate temperature e ombreggiamento delle serre; indurimento e lignificazione precoce in post-trapianto, con anticipo della fioritura sui primi palchi e un'eccessiva sintesi di lignina.  

 

Le alte temperature, accentuate dai venti di Scirocco, incrementano notevolmente l'evapotraspirazione (ET) della coltura. Per proteggersi da una disidratazione letale, la pianta reagisce attuando un meccanismo di difesa osmotico, mediante la chiusura reversibile degli stomi. Sebbene questo fermi la perdita d'acqua, genera problemi significativi come l’inibizione della fotosintesi e della respirazione cellulare e l’interruzione del flusso xilematico del Calcio (Ca2+Ca2+). Tutti i processi di sviluppo post-trapianto e gestione dello stress epigeo dipendono direttamente dalla salute dell'apparato radicale, in particolare dalla zona pilifera (peli radicali assorbenti). Durante il trapianto tardo-estivo, la radice si trova in fase di prima esplorazione del terreno/substrato e non è ancora acclimatata. Un'elevata domanda traspiratoria diurna abbinata a una radice limitata innesca immediatamente segnali di stress idrico ed enzimatico.

 

Per preservare l'apparato radicale è fondamentale quindi mantenere un buon livello di ossigenazione del substrato, apportare sostanze bioattive e promuovere la simbiosi con microrganismi utili (Micorrize, batteri della risosfera e funghi antagonisti come Trichoderma spp.). Pertanto, oltre alle strategie integrate di mitigazione, quali la gestione del Microclima in serra (corretto ombreggiamento e adozione di sistemi di raffrescamento e aumento della UR - umidità relativa), l’impiego di formulati biostimolanti ad azione fisioprotettiva è indispensabile per sostenere il metabolismo vegetale.

 

Tali formulati sono raccomandati in pre e post trapianto a base di Glicinbetaina (Trimetilglicina, molecola osmoprotettrice naturale), proteine, amminoacidi, Acido Folico, Mesoinositolo, Poliammine, ecc. (Ergostart Bio Tech, Bioagrotech), unitamente a Probiotici a base di Trichoderma e Micorrize arbuscolari (3KO, Itaka), al fine di riequilibrare la fertilità biologica del terreno dopo Solarizzazione e/o Disinfestazioni estive. Ulteriori vantaggi sulla radicazione post-trapianto possono essere raggiunti con l’ausilio integrato, insieme alla Soluzione Nutritiva, di formulati a base di umati, fulvati e fitormoni attivi (H-850 e Rootex, Cosmocel), somministrati periodicamente per tutta la prima fase accrescitiva. 

 

In definitiva, la gestione degli stress da caldo in post-trapianto è possibile integrando le soluzioni agronomiche, d’impiego di varietà adattabili, cure colturali e di una corretta pianificazione di biostimolanti e del recupero del suolo: ognuno di questi elementi contribuisce in varia misura alla mitigazione della problematica, limitando ove possibile i danni alle colture e quindi preservando parte importante della produttività. 

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Fonti: 

AA.VV. EFFETTI DELL'APPLICAZIONE FOGLIARE DI GLICINBETAINA E CHITOSANO SU Puccinellia distans (JACQ.) PARL. SOTTOPOSTA A STRESS SALINO. Book of abstract del X Convegno AISSA. Palermo 28-29 novembre 2012. 

 

AA.VV. Good Agricultural Practices for greenhouse vegetable crops Principles for Mediterranean climate areas, FAO Rome 2013 

 

Cornish, Katrina, and Jan A. D. Zeevaart. “Movement of Abscisic Acid into the Apoplast in Response to Water Stress in Xanthium Strumarium L.” Plant Physiology, vol. 78, no. 3, American Society of Plant Biologists (ASPB), 1985, pp. 623–26, http://www.jstor.org/stable/4269392

 

E. Di Stasio, S. De Pascale. EFFETTO DI GLICINBETAINA E 1- MCP SU STATO IDRICO E LONGEVITÀ DI STELI RECISI DI GAROFANO (DIANTHUS CARYOPHYLLUS). Dipartimento di Ingegneria Agraria e Agronomia del Territorio, Università degli Studi di Napoli Federico II. 

 

Gleason, M.L. and Edmunds, B.A. (2006) Tomato Diseases and Disorders. University Extension PM 1266, Iowa State University, Ames. 

 

Rick C.M. (1978): The Tomato. Scientific American, 239: 77-87. 

 

Taiz L., Zeiger E., Fisiologia vegetale (Ed. 2012), Piccin. 


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