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La spaccatura (fruit splitting) negli agrumi: pillole di gestione integrata della fisiopatia in campo

15-10-2025 18:51

Raggio Verde

Attività Agronomica ed Esperienze di Campo, Ricerca e Fitoiatria, Cultura Agraria,

La spaccatura (fruit splitting) negli agrumi: pillole di gestione integrata della fisiopatia in campo

La spaccatura dei frutti, nota in agronomia come fruit splitting o cracking, è una fisiopatia che compromette seriamente la qualità e la commerciabilità...

La spaccatura dei frutti, nota in agronomia come fruit splitting o cracking, è una fisiopatia che compromette seriamente la qualità e la commerciabilità dei frutti negli agrumi. Essa non è causata da agenti patogeni, ma da un complesso squilibrio tra fattori ambientali, nutrizionali e fisiologici della pianta. Si manifesta sottoforma di lacerazioni dell’epicarpo (buccia) che, partendo tipicamente dalla cicatrice stilare (zona apicale), possono estendersi fino a raggiungere l’endocarpo (polpa), rendendo il frutto invendibile. 

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La causa scatenante della spaccatura è uno "shock osmotico" a carico dei frutti stessi, in un processo meccanico-osmotico che si sviluppa in due fasi critiche, soprattutto durante il periodo di rapido ingrossamento degli stessi. 

 

  • Fase 1: Indurimento della Buccia (Stress Pre-critico). Durante un periodo di siccità o uno stress idrico, la pianta riduce l'assorbimento di acqua. Le cellule della buccia (flavedo e albedo) si disidratano parzialmente, perdendo elasticità e sviluppando una struttura più rigida. La loro capacità di espandersi e adattarsi a un aumento di volume, pertanto, si riduce drasticamente. 
  • Fase 2: Rigonfiamento Rapido della Polpa (Shock Post-critico). Se il periodo di siccità è seguito da abbondanti piogge o da un'irrigazione eccessiva, le radici assorbono rapidamente una grande quantità d'acqua. Quest'acqua viene traslocata verso il frutto, causando un rigonfiamento repentino a carico della polpa. La pressione di turgore interna esercitata da quest’ultima (in espansione) supera la resistenza meccanica della buccia, che, essendo diventata rigida e poco elastica, non riesce ad adattarsi e si lacera. 
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Si deduce come sia lo squilibrio idrico il principale detonatore, ma tuttavia altri fattori possono predisporre i frutti alla spaccatura, abbassando la soglia di tolleranza nel tempo, ed in particolare:

 

  • Carenze Nutrizionali. La mancanza di elementi chiave per l'integrità cellulare è il principale fattore predisponente. In particolare, Potassio (K), Calcio (Ca) e Boro (B) sono fondamentali per costruire una buccia forte ed elastica. In particolare, il K+ svolge un ruolo cruciale nella regolazione osmotica e nel controllo della qualità della buccia, massimizza l'ingrossamento del frutto e la qualità esterna dell’epicarpo. Livelli ottimali di K+ riducono specificamente la granulazione e la rottura dei frutti, condizionando ampiamente la potenziale fisiopatia in piante colpite da stress idrici e termici.  Anche il Ca++ è fondamentale per garantire l'elasticità e la consistenza strutturale della scorza. Questo elemento stabilizza la lamella mediana, agendo come un "cemento" che lega le pareti cellulari, fortificando tessuti come l’endocarpo e la scorza. Una carenza di Calcio si traduce infatti in una buccia meno elastica e maggiormente suscettibile allo stress meccanico. Pertanto, una buona strategia di prevenzione della spaccatura è strettamente correlata al mantenimento di un adeguato contenuto idrico del terreno e all'abbondanza nelle somministrazioni di Potassio e Calcio. L'integrazione con calcio facilmente assimilabile, da somministrare sia per via fogliare che radicale, migliora notevolmente l'elasticità della buccia. Spesso, l'intervento con il Calcio è associato all'uso di fitoregolatori, come l'Acido Gibberellico, per un effetto sinergico sul rafforzamento strutturale. Infine, per quanto riguarda il B, è un micronutriente essenziale, cruciale per la formazione della parete cellulare e per il trasporto dei carboidrati. La sua carenza negli agrumi può portare a malformazioni dei frutti e a problemi di stoccaggio legati alla disgregazione della scorza. Il Boro agisce in stretta sinergia con il Calcio, facilitandone l'assorbimento e l'utilizzo. Pertanto, la somministrazione combinata di Calcio e Boro è più efficace per massimizzare l'integrità strutturale della scorza durante le fasi critiche di crescita e gli sbalzi di turgore.    
  • Suscettibilità Varietale. Esiste una notevole differenza di sensibilità tra le cultivar. Le varietà con buccia più sottile o meno elastica, come alcune clementine, mandarino-simili e arance tardive sono intrinsecamente più a rischio. 
  • Pratiche Agronomiche. Una gestione non ottimale della chioma (potatura) o un diradamento eccessivamente spinto possono alterare gli equilibri della pianta, favorendo indirettamente il fenomeno. In particolare, il diradamento manuale dei frutti, sebbene utile per ottenere pezzature commerciali, va eseguito con cautela ed entro 25-35 giorni dopo la fioritura.  
  • Gestione Idrica Rigorosa. L'obiettivo è mantenere un'umidità costante nel terreno, evitando il ciclo deleterio di siccità e successiva abbondanza d'acqua. L'uso di sistemi di micro-irrigazione e il monitoraggio costante del tenore idrico del suolo sono requisiti non negoziabili per prevenire lo stress osmotico. 
  • Uso di Fitoregolatori come l’Acido Gibberellico (GA3). Tale ormone può essere utilizzato per aumentare la consistenza e la resistenza meccanica della buccia. Come già citato, per la massima efficacia, la sua applicazione deve essere abbinata a trattamenti a base di Calcio. Bisogna considerare, inoltre, che l'uso di GA3 può ritardare il viraggio del colore (invaiatura) della buccia. 

 

In conclusione, adottando un approccio di gestione integrata, che consideri la genetica della pianta, la nutrizione e l'ambiente, è possibile ridurre drasticamente l'incidenza di questa fisiopatia e garantire una produzione di alta qualità. Tuttavia, risulta fondamentale un adeguato monitoraggio annuale della coltura, in seno ad un’attività di assistenza di campo, che miri a ottimizzare fattori fondamentali come la Nutrizione e la gestione degli interventi irrigui secondo fase fenologica e stagione pedoclimatica. 


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Fonti: 

AA. VV. (2012): Gli Agrumi, coordinamento scientifico di V. Magnifico. Collana Coltura&Cultura, ideata e coordinata da R. Angelini, Bayer CropScience, Ed. Script, Bologna – pag.301 

 

Rao, M.J.; Duan, M.; Eman, M.; Yuan, H.; Sharma, A.; Zheng, B. Comparative Analysis of Citrus Species’ Flavonoid Metabolism, Gene Expression Profiling, and Their Antioxidant Capacity under Drought Stress. Antioxidants 2024, 13, 1149. https://doi.org/10.3390/antiox13091149 

 

Roberto Zurru, Bruno Deidda, Maurizio Mulas - Prove di impiego di fitoregolatori su agrumi in Sardegna  

Vincenzo Maione Saverio Zavaglia, La potatura degli agrumi. Centro di Divulgazione Agricola nº 21 -“Locride” (2011) 

 


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